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Eredità alla morte di un genitore: come funziona?

L’eredità alla morte di un genitore è regolata diversamente a seconda dell’esistenza o meno di un testamento.

In linea generale, ogni successione ereditaria è disciplinata dalla legge o dal testamento (pubblico, olografo ecc.). In quest’ultimo caso la successione si definisce “testamentaria” e prevale sulle norme della successione previste dalla legge (successione legittima o ab intestato), fatti salvi i diritti riservati ai legittimari dalle norme della successione c.d. necessaria.

Pertanto, in presenza di un testamento l’eredità alla morte di un genitore sarà devoluta secondo la volontà espressa dal testatore.

In mancanza di testamento, invece, l’eredità sarà regolata interamente dalle norme della successione legittima e quindi secondo quanto sancito dal Codice civile.

Vediamo a questo punto come è regolata la ripartizione dell’eredità alla morte di un genitore in base alle norme della successione legittima.

Eredità alla morte di un genitore in presenza del coniuge ed un figlio

In questo scenario, l’eredità alla morte di un genitore sarà attribuita per la quota di 1/2 al coniuge superstite e per 1/2 all’unico figlio.

Ricordiamo inoltre che, ai sensi dell’art. 540, comma 2, c.c. il coniuge superstite ha diritto, in aggiunta alla sua quota di eredità, ai legati ex lege di abitazione nella casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano.

Se sei interessato al tema ti consiglio di leggere anche il seguente articolo che affronta in modo completo l’argomento del diritto di abitazione coniuge superstite.

Eredità in presenza di coniuge e più figli

Qualora il defunto lasci a sé il coniuge e più figli, l’eredità alla morte di un genitore sarà attribuita per la quota di 1/3 al coniuge superstite e per 2/3 complessivamente ai figli che, a loro volta, saranno chiamati all’eredità in quote uguali. Vediamo degli esempi per chiarire.

a) Quote di eredità coniuge e 2 figli:

  • coniuge 1/3
  • 1° figlio 1/3
  • 2° figlio 1/3

b) Quote di eredità coniuge e 3 figli:

  • coniuge 3/9
  • 1° figlio 2/9
  • 2° figlio 2/9
  • 3° figlio 2/9

c) Quote di eredità coniuge con 4 figli:

  • coniuge 4/12
  • 1° figlio 2/12
  • 2° figlio 2/12
  • 3° figlio 2/12
  • 4° figlio 2/12

Anche in questo caso si deve sempre considerare i legati di abitazione ed uso ai sensi dell’art. 540, comma 2, c.c. in favore del l coniuge superstite.

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Eredità alla morte di un genitore senza coniuge superstite

Nel caso in cui manchi il coniuge superstite, l’eredità alla morte del genitore sarà attribuita interamente ai figli in parti uguali.

La dichiarazione di successione: un obbligo di legge con finalità fiscale

Infine è opportuno ricordare che, salve particolari eccezioni, entro 12 mesi dalla morte del de cuius è necessario presentare la dichiarazione di successione presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente (anche detta “pratica di successione”).

La dichiarazione di successione è un obbligo, con finalità prevalentemente fiscale, posto a carico non solo degli eredi ma anche dei legatari o semplici chiamati all’eredità. Sono invece esentati coloro che abbiano effettuato la rinuncia all’eredità.

Attraverso la dichiarazione di successione si versano le tasse e imposte derivanti dal trasferimento patrimoniale in favore degli eredi e legatari e si effettuano le volture catastali.

Per approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere anche questo articolo in tema di dichiarazione di successione.

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